La musica non c'è

Volevo dirti tante cose, ma non so da dove iniziare.
Domani mi sveglio alle sei, eppure sono qua e non mi dispiace. Anche se so che me ne pentirò.
È stato un maggio difficile, ma bello come non si vedeva da tempo, con la prova costume che arriva come una versione di greco a sorpresa e senza vocabolario, o con il Rocci della biblioteca a cui si staccavano le pagine e con i fascicoli messi male, che cercare le parole era un casino. Gambe e braccia bianchissime sotto il sole, vene azzurrine, protezione 30 e primo bagno al lago, ma senza tuffarsi dalla prua, ché quello  si fa da giugno in poi.
Io non mi vedo tanto abbronzata, mi sembrano solo lentiggini.
Bello come la line up del MI AMI, anche se hanno alzato i prezzi alle birre medie e la macchina l'avevo lasciata a otto chilometri di distanza.
Tornando a casa ho fatto qualche foto agli isolati vuoti, illuminati dai lampioni.
(E poi ho sognato di com'era addormentarsi in mutande con delle mani addosso, una sul culo e l'altra sotto la maglietta, come dimenticate lì)
È bello, in definitiva perché è carico di aspettative, che è vero, sono una cosa terrificante.
Però stasera ho le finestre aperte e il balcone pieno di fiori.

C'è troppa luce dentro la stanza
Questo caldo che avanza e io non dormirò.
E scusa se non parlo abbastanza ma ho una scuola di danza nello stomaco.

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