Sayonara

Ho passato una notte fantastica
Hai distrutto il mio cuore di plastica
Sto passando una quantità sconvolgente di tempo sul balcone. Mi sono affezionata alle facciate dei palazzi brutti. L'altra sera li ho fotografati, con le luci della strada che li coloravano di giallo, arancio e viola. Qualcuno stava fumando alla finestra, vedevo solo la punta rossa della sigaretta accesa. Ho alzato il braccio con lo schermo illuminato dello smartphone, e ho salutato. Era mezzanotte passata, c'era pace.
Poi giù in strada si è sentito gridare "VAFFANCULO, CHIAMO LA POLIZIA", e a me è venuto da ridere.

Vivere qui è come essere dentro West Side Story, e mi chiedo se prima o poi dovrò anch'io scegliere con quale gang stare. Gli albanesi menano più duro, però i nigeriani vestono più cool. E mia madre, l'ultima volta che l'ho vista, voleva convincermi a far venire Striscia la Notizia.
Io invece penso che questo posto mi si addica.
Nel condominio a fianco, da una delle finestre delle mansarde si riesce a vedere il pezzetto di cielo che sta dall'altra parte. L'altra notte chi ci abita stava guardando Narcos, proiettato sul muro. Non so chi sia, o siano, ma gli/le voglio bene.

Trovo tutto molto bello, nel modo un po' sgangherato che piace a me. Non c'è il rischio che diventi troppo struggente, perché al momento giusto succede sempre qualcosa - la macchina truccata di uno che pensa di stare dentro Fast and Furious, una zanzara che mi punge la caviglia, l'ambulanza, la voce registrata della stazione che annuncia un cargo che passa sferragliando alle tre del mattino.
Oppure l'allarme di qualche casa.

Gli allarmi sono la vera colonna sonora dell'estate 2017.
Il suono attraversa l'aria ferma della notte, entra dalle finestre aperte, rovina tutta la poesia e va avanti a oltranza prima che qualcuno si decida a fare qualcosa. Cerco sempre di capire quale sia la casa, o se arriva da qualche macchina parcheggiata sotto i tigli.

Gli allarmi non suonano così spesso nelle altre stagioni.

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